il Sole delle Alpi di Aule Feluske

Vetulonia – Il simbolo aveva generato interesse e discussioni già dal mese di dicembre. Un turista incuriosito dalla somiglianza tra la rinomata effige padana del “sole delle Alpi” ed il simbolo rappresentato sulla stele funebre esposta al museo Isidoro Falchi di Vetulonia, aveva già segnalato la sua scoperta al Corriere della Sera, che non aveva aspettato a chiamare la direttrice del museo etrusco, la dott.ssa Simona Rafanelli “era già arrivata il mese scorso una chiamata da parte di un giornalista, incuriosito dalla segnalazione e dalla foto inviatagli da un turista in visita al nostro museo. La similitudine può far cadere in tentazione di fare dei collegamenti avventati con il simbolo padano, ma si tratta di un simbolo iconografico, ovvero una immagine usata come motivo di decorazione, presente in molte aree del mediterraneo centrale dell’epoca, soprattutto nell’area ellenica e medio orientale. La stele è precisamente un parallelepipedo in pietra, che aveva la funzione di segnacolo funerario, sulla quale sono incisi dei motivi ornamentali tipici del tardo VII secolo a.C., in particolare un guerriero sul cui scudo è raffigurato il simbolo che ha destato tanto scalpore. Sullo scudo non è raffigurato il “sole delle Alpi” padano, ma quella che tecnicamente si chiama “rosetta a stella”: parlando con altri esperti siamo giunti alla conclusione che per quanto ci sia una similitudine evidente la natura dell’elemento decorativo esposto a Vetulonia non ha nessun collegamento con l’ideologia padana.”. Il fatto aveva destato scalpore non solo per l’eventuale collegamento tra le due culture, ma soprattutto perchè il simbolo padano ha iniziato ad essere impiegato nel V secolo d.C., mentre la stele etrusca essendo risalente al VII secolo a.C. avrebbe anticipato la cultura padana di più di un migliaio di anni e spostato le sue origini in maremma. Le speculazioni ed i sogni di una cultura padana radicata ancora più a fondo nella storia e nel territorio italiano si infrangono però sul parere degli esperti storici e degli archeologi. Un peccato quindi per coloro che si sono visti sfumare la vera legittimazione storica della cultura padana. Gli etruschi rimangono maremmani.

Il sole della Alpi, conosciuto anche con i nomi di stele rosata o di fiore della vita, è una figura geometrica composta da cerchi multipli sovrapposti in una simmetria esagonale, a formare una figura simile ad un fiore. Il centro di ogni cerchio è posto sulla circonferenza di sei cerchi sovrapposti dello stesso diametro. Il fiore a sei petali è rappresentato in diverse parti del mondo ed in diverse epoche, ma con differenti significati a seconda delle differenti culture. Lo troviamo in Assiria nel palazzo di Assurbanipal, in Egitto presso il monte Sinai e nel templio di Osiride, in Israele, e in molte culture antiche mediterranee, in varie costruzioni della Città Proibita in Cina, in numerosi templi giapponesi, ma anche nel continente americano come in Perù ed in Messico. In italia i rinvenimenti sono molteplici, i più celebri sono sopra una urna etrusca a Civitella Paganico, delle steli funebri di pietra calcarea rinvenuti nel Gargano presso l’antica civiltà dei Dauni, per ritrovarne la presenza perfino nelle cattedrali e nelle chiese cristiane più antiche, come nella basilica di S. Clemente a Roma e nella cripta del duomo di Lodi, ma anche incisa sugli architravi di numerosi edifici del centro storico di Ischia. Nell’arte celtica ed in genere in tutta l’area di influenza celtoligure la figura è un motivo decorativo che si ritrova con frequenza in edifici religiosi e civili, ma anche inciso su gioielli, utensili, piccoli ornamenti domestici. Ovviamente non poteva mancare all’appello la rappresentazione che ha generato tanta curiosità sull’argomento: una delle più antiche testimonianze di questo simbolo è infatti incisa sullo scudo del leggendario guerriero etrusco Aule Feluske, sopra la stele funebre in mostra al museo Isidoro Falchi di Vetulonia.

Gli studi di Leonardo

Il fiore della vita ha un grande significato simbolico che varia a seconda della cultura in cui è immerso, secondo alcuni archeologi potrebbe essere assimilato per forma al fiore primaverile del narciso, per la cultura giudaico-cristiana la realizzazione del simbolo tramite i sette cerchi potrebbe rimandare ai sette giorni della creazione, mentre per la cultura pagana si trova spesso il simbolo dell’albero della vita che è una propagazione del motivo geometrico della stele rosata, nella cultura ellenica invece il filosofo Platone nel rappresentare i cinque solidi platonici che darebbero origine alla forma di tutte le cose parte da una figura molto simile al nostro simbolo. Il simbolo continua ancora oggi ad interessare ed a far parlare di se, ma anche nel quindicesimo secolo aveva destato molta curiosità in un celebre inventore: gli studi di Leonardo da Vinci riguardo la stele rosata e le sue proprietà geometrico-matematiche rivelarono infatti che dalla costruzione e dalla propagazione del simbolo potevano derivare tutti i solidi platonici, la sfera, il toro e la sezione aurea.

Attualmente il simbolo è stato impiegato dalla lega Nord che lo ha proposto come vessillo della padania con la denominazione del sole della Alpi, ma è conosciuto in tutto il mondo per il suo impiego come logo della serie televisiva americana “Streghe”. Chissà il guerriero Aule Feluske quanto sarebbe felice di sapere che il simbolo sul suo scudo è ora di proprietà della Lega Nord e che è stato impiegato in una serie televisiva.

Marco Santucci

About these ads

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...