Le Mareggiate riportano il fantasma dell’erosione costiera su CdP

Negli ultimi giorni forti mareggiate si sono abbattute sul litorale castiglionese. Le onde hanno richiamato molti amanti degli sport acquatici: tanti i surfisti che si sono spinti in mare per cavalcare il moto ondoso, unitamente con alcuni tra i più spericolati amanti del kite surf. Ma le ripetute mareggiate, unitamente ai forti venti da Sud,Sud-Ovest, hanno anche generato forte apprensione tra i castiglionesi gestori di attività balneari. A distanza di un anno si ripresenta il fenomeno dell’erosione costiera: dopo gli interventi di questa estate, che avevano ricostruito la spiaggia mediante l’uso della sabbia proveniente dalle secche antistanti, le onde stanno nuovamente lambendo le strutture balneari. Per capire se sia una nuova emergenza o solo un fenomeno temporaneo legato alle forti correnti delle ultime due settimane, si dovrà attendere l’attenuazione dei fenomeni meteo-marini. Nel frattempo forte apprensione, soprattutto per la situazione delle strutture adiacenti la spiaggia del lungomare di ponente, le cui fondamenta sono state raggiunte dalle onde nei giorni passati. Gli stabilimenti balneari rappresentano un richiamo internazionale e sono un indotto di principale importanza per il sistema economico castiglionese, la cui salvaguardia deve essere una delle priorità per la cittadina; nell’anno passato sono stati effettuati importanti interventi di riallineamento costiero nei mesi primaverili, che hanno concesso il naturale svolgersi della stagione turistica: il progetto, studiato dall’ufficio demanio e ambiente, prevedeva l’impiego della draga comunale per riportare la sabbia sul bagnasciuga, prelevandola direttamente dalle secche antistanti, contrastando l’erosione della battigia su tutto il litorale sabbioso compreso tra Castiglione e Punta Ala. Tra maggio e i primi giorni di giugno sono stati riposizionati ben 40/50mila metri cubi di sabbia sul bagnasciuga: l’operazione contava un costo totale di 200mila euro, 150mila destinati al dragaggio delle secche (di cui 40mila coperti da fondo regionale e il restante a carico dell’amministrazione comunale), mentre i restanti 50mila euro erano destinati ai lavori a terra, i cui costi erano a carico dei concessionari. Con la stagione fredda e le prime mareggiate, il progetto dell’ufficio demanio e ambiente si trova adesso sul vero banco di prova: solamente il tempo ne indicherà l’efficacia reale.
 

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1 Comment

  1. Un copione simile a quello della riviera ravennate: tanti danni da pagare. E con i chiari di luna che abbiamo adesso sarà dura intervenire per le amministrazioni pubbliche locali.

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