Castiglionese indignata si sfoga su Facebook:

Sfogo sul web di una castiglionese indignata nei confronti del Comune di Castiglione della Pescaia. La cittadina si chiama Valentina Tosi: ieri sul suo profilo di Facebook ha scritto con toni accesi per denunciare le condizioni indecenti in cui si trova l’appartamento, casa di famiglia che la castiglionese aveva consegnato in locazione al comune per sopperire emergenze operative. L’appartamento è situato nella frazione di Vetulonia, paese di origine dei genitori di Valentina e dove lei è cresciuta, e alla restituzione dell’abitazione la donna si dice amareggiata, imbarazzata e molto irritata: ma ha voluto condividere la sua rabbia nella piazza del web. L’appartamento è stato restituito a Valentina dopo “lunghe peripezie e inconvenienti all’italiana”, in “..condizioni pessime, anti igieniche, mattonelle e pavimenti da smantellare, del bagno da buttare, dal mobilio che io stessa ho autorizzato a buttare perché impraticabile alla corrente elettrica staccata..”, come descrive la castiglionese nel suo profilo le condizioni della casa di Vetulonia sono disastrose: “non voglio pensare a quanto dovrò penare e spendere per far tornare la casa almeno presentabile.”. La cosa che più fa andare in escandescenze la cittadina è la completa mancanza di rispetto nei suoi confronti, a fronte di 15 anni di rapporti tra la propria famiglia e l’amministrazione castiglionese per quanto riguarda la locazione, mancanza di rispetto che si concretizza nelle condizioni attuali dell’appartamento. Alla restituzione dell’immobile il bagno presentava addirittura degli escrementi: la goccia di indecenza che ha fatto traboccare il vaso, e ha fatto lanciare Valentina in uno sfogo spontaneo. “La casina è stata data in locazione al comune nel 1998, quando cercava immobili per le emergenze locative. Nel corso degli anni ha ospitato alcune famiglie, mentre nell’ultimo periodo vi ha risieduto un extracomunitario. Valentina ha subito già da marzo 2012 la prima disdetta da parte del comune, ma la casa è rimasta tuttavia abitata, per cui è stata resa necessaria una seconda disdetta per il 31 dicembre 2013, con lo sfratto forzoso dell’inquilino avvenuto a metà dicembre. Durante tutto questo tempo non è avvenuto alcun pagamento. Dopo lo sfratto ho autorizzato a gettare i mobili perchè indecorosi, e il comune ha affidato i lavori di bonifica a una ditta esterna: quando il 24 gennaio mi sono recata a chiedere informazioni, nessuno mi ha dato notizie precise. In seguito sono stata contattata telefonicamente, nella chiamata mi volevano restituire le chiavi, ma senza effettuare un sopralluogo, mi hanno poi chiesto di non pagare il mese di gennaio, esausta ho accettato la restituzione della casa al 31 dicembre (senza i 6 mesi di preavviso), ma le condizioni della casa mi hanno portata a questo sfogo. La casa non ha più il collegamento alla rete elettrica, non ci sono i documenti per riallacciare le volture e negli anni non è stato effettuato alcun intervento di manutenzione ordinaria. Io ho lasciato perdere molte cose, pur di terminare la storia, ma la mancanza di rispetto è intollerabile.”.

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